Sara Errani e Giulia Gabba insieme a Casale

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di Andrea Mombello

Domenica scorsa l’esordio. L’aura della campionessa. Quegli occhi azzurri che hanno stregato il circuito professionistico mondiale. Il curriculum è da “maestra” del tennis italiano. Sara Errani, numero 5 Wta nel 2013 e ora “scesa” in 169ª posizione, è la più vincente di sempre e lo scorso week-end era a Casale per la terza giornata di A1, con la “sua” Canottieri, o meglio con il team dell’amica (e vice-capitana) Giulia Gabba

Al termine della sfida vinta contro il Lumezzane, abbiamo fatto con lei una chiacchierata, “circondati” dalla sua amata terra battuta. Il primo contatto c’è stato a febbraio al Wta di Acapulco quando Giulia era sulla tua panchina… Avere Giulia come coach è stato veramente bello e, dopo tanto tempo, ci siamo ritrovate in Messico durante un torneo che in passato ci aveva regalato tanto. 

Ebbi la fortuna di giocare bene e quella settimana Gabba mi aiutò molto, andando avanti nella rassegna internazionale. Il tennis è stato uno dei primi sport a ripartire. Come hai affrontato il lockdown? Nei primi due mesi sono stata a casa, come tutti. Non è stato facile tenermi allenata. Poi ho avuto un paio di problemi fisici che mi sto trascinando dietro, ma Giulia ha voluto che fossi alla Canottieri e il mio match non è stato particolarmente brillante. Avevo avvisato la squadra della mia condizione, ma la vice-capitana mi ha “trascinato” a Casale e sono felice di avere condiviso con le mie compagne questa giornata. 

Oggi (domenica 19 luglio, n.d.a.) Gabba è stata un grande aiuto e spero di condividere con lei tante altre esperienze sul campo. Il tennis è lotta e divertimento allo stato puro. Questa è una citazione presente sulla copertina del tuo libro “Excalibur”. Che messaggio lanci ai giovani? Dobbiamo ricordarci che il tennis è uno sport e quindi deve risultare innanzitutto divertimento. 

Bisogna fare tanti sacrifici per arrivare in alto, ma quello che deve muovere tutto è la passione.

Errani, Pennetta, Schiavone, Vinci…avete conquistato innumerevoli titoli e Fed Cup. A che punto è la nuova generazione femminile, di cui sei ancora un importante riferimento? Io sono una “stella” in uscita…verso la fine della carriera. C’è un gruppo interessante di giovani composto da Jasmine Paolini, Martina Trevisan ed Elisabetta Cocciaretto. Stanno facendo molto bene e sanno come motivarsi e caricarsi a vicenda. Poi ci sono altre giovani, tra queste Lisa Pigato, che crescono. Tra poco tempo le vedremo in grande ascesa. 

I momenti su un campo da tennis che ricordi maggiormente. Di ricordi ne ho tantissimi… La finale in singolare a Parigi, la vittoria in doppio al Roland Garros, il trofeo di Wimbledon, l’avere giocato tre Olimpiadi, poi vincere il Wta di Palermo, la fantastica finale agli Internazionali Bnl d’Italia… Sono fortunata ad avere tanti bei ricordi con il tennis.

La tua compagna di viaggio. La tua racchetta, soprannominata Excalibur. In un primo tempo giocavo con una Wilson, e rimanevo top 50, senza particolari “acuti”. Decisi di cambiare racchetta passando a Babolat e da allora incanalai una serie di risultati pazzeschi. E da allora non ho mai avuto la minima idea di cedere il mio “attrezzo”.

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