Una chiacchierata con Edoardo Eremin: dai vertici della classifica ATP al ritorno a Cassine

Edoardo Eremin al CT Cassine

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Edoardo “Dodo” Eremin è sicuramente uno dei giocatori più iconico e di maggior talento che il tennis alessandrino abbia mai sfornato. Classe 1993 e nativo di Acqui Terme, Edoardo ha conquistato posizioni di assoluto rilievo nel ranking internazionale (n.292 ATP nell’agosto del 2016) vincendo cinque tornei ITF. Ha sempre esibito un gioco potente nei colpi fondamentali, ma unito a una sensibilità tennistica non indifferente. Attualmente si dedica al padel ottenendo fin da subito risultati importanti e conquistando i primi punti nelle classifiche mondiali. Da quest’anno inoltre è tornato a “casa” diventando il nuovo portacolori del CT Cassine in Serie D1.

Ciao Edoardo, com’è stato l’approccio con il tennis e i primi passi mossi sui campi?

“Mio padre Igor ha cominciato a farmi giocare a tennis all’età di cinque anni nel circolo di Cassine e mi sono appassionato fin da subito. Proprio lui mi ha ricordato recentemente che ho cominciato a colpire la palla con la mano sinistra, ma poi accorgendosi che avevo molta più forza nell’altra mano mi ha cambiato passandomi la racchetta nella mano destra. Difatti, eccetto nel giocare a tennis e padel, sono un mancino.”

Da tennista professionista hai ottenuto una classifica ATP molto importante. Qual è stato il torneo più prestigioso in cui hai trionfato e la vittoria più importante?

“E’ vero che ho ottenuto una classifica più o meno importante, ma avrei potuto fare ancora meglio. Un mix tra infortuni e poca forza mentale mi hanno impedito di fare un ulteriore scalino in avanti. Il torneo più importante in cui abbia trionfato è stato l’ITF Futures 25000$ in Corsica nel 2017 ed anche a livello Challenger ho ottenuto qualche quarto di finale e semifinale. Ho parecchie vittorie contro giocatori “famosi” tra i quali spiccano quelle contro Andrey Golubev, Thiago Monteiro, Roberto Carballes Baena, Andreas Beck e Simone Bolelli.

Oggi ti stai dedicando al padel. Com’è nata questa passione e quali sono i tuoi obiettivi?

“Questa passione è nata totalmente a caso, giocando con amici ex tennisti. Dapprima ho seguito il corso da istruttore e ho cominciato a prendere le prime lezioni monosettimanali. Poi pian piano nel corso dei mesi ho alzato le sedute di allenamento. I miei obiettivi sono giocare, allenarmi e divertirmi e poi il resto verrà da se. Voglio godermi appieno questa nuova esperienza.”

Quali sono le differenze tra tennis e padel?

“Le differenze sono tantissime. A livello amatoriale hai l’illusione di pensare di giocare a tennis perchè hai una racchetta tra le mani, ma è l’esatto contrario. Vetri, riflessi, pallonetti, pareti, griglie, colpi d’inganno da un certo livello in poi, abbinate alla tattica ed ad un’alta velocità, ti costringono ad un ragionamento ancora più veloce agendo in tempi minimi. Mentre a livello fisico e mentale il tennis rimane un’altra cosa.”


Hai scelto di ritornare a giocare a Cassine la gara a squadre. Com’è stato il ritorno nel circolo di casa?

“Ho fatto una scelta di cuore, grazie all’amicizia di lunga data che mi lega con il Maestro Nazionale Eugenio Castellano con cui ho condiviso il percorso tennistico fino all’under 16 ed anche grazie al mio amico Giorgio Travo, attuale Presidente del Circolo. Il ritorno è stato bello e ho avuto l’occasione di rincontrare persone che non vedevo da tanto tempo e con cui ho passato bei momenti.”

Com’è giocare la D1 in una squadra composta sia da giocatori navigati ed esperti che anche da giovani prospetti di talento che la scuola cassinese sta producendo negli ultimi anni? A questi ragazzi hai svelato i segreti del mestiere?

“Per me è stato molto interessante vedere come le nuove generazioni approcciano e vivono le competizioni. Devo dirti che però non esistono segreti perchè, come in tutte le discipline, nulla viene per caso e la ricetta giusta per raggiungere un risultato degno di nota è quella composta dalla giusta dose di sacrificio, attitudine mentale, umiltà, resilienza e persone che credono in te.”

Qual è il tuo ruolo e le ambizioni della squadra?

“Il mio ruolo è quello di poter giocare più partite possibili compatibilmente con i miei impegni personali. Le ambizioni della squadra sono chiaramente quelle della promozione e in futuro sognare categorie ancora maggiori.”

A livello personale che cosa ti aspetti negli anni futuri e quali sono i tuoi obettivi a medio-lungo termine?

“Sicuramente un obiettivo è quella di imparare al meglio la disciplina del padel e saperla insegnare altrettanto bene assieme al tennis ed ovviamente divertirmi nei tornei. A livello personale non mi aspetto nulla perchè voglio dare importanza alla mia famiglia e alle relazioni professionali. Il tennis praticato mi ha dato sicuramente tanto, ma al tempo stesso mi ha tolto anche molto”.

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