Il famoso club della Nuova Saves ha ospitato la seconda edizione del “Memorial Bruno Robbia”, socio storico del circolo alessandrino, con in programma sia il singolare maschile che femminile limitato alla terza categoria ed andato in scena dall’11 al 26 ottobre. Sono stati quindici giorni di grande tennis con tanti agonisti alessandrini alla ricerca degli ultimissimi punti FITP disponibile che hanno così inscenato tante partite agguerrite tra giovani in rampa di lancio e veterani, o maestri, già affermati.
Il singolare maschile, con 82 iscritti, ha premiato la caparbietà e la grinta di Marco Dylan Casini (3.2 Derthona Tennis). Il Maestro Nazionale (con un best raking di 2.8 raggiunto nel 2018) di origine bolognese, che insegna proprio sui campi alessandrini, si è rivelato un osso duro per tutti quanti gli iscritti avendo a disposizione un bagaglio tecnico ed un braccio superiore alla concorrenza. In generale Casini ha saputo scardinare il gioco regolare e costante di tanti giovani avversari dimostrando anche una buona tenuta fisica dal momento che è stato impegnato in sei incontri con un solo set perso. In questo torneo Casini ha avuto un primo turno molto soft, per poi estromettere Federico Cambieri (3.2 Nuova Casale) per 6/2 6/4 in un match in cui Casini ha sempre vinto i punti importanti riuscendo quindi a “controllare” il punteggio. Quindi agli ottavi di finale ha eliminato il ben noto veterano over 55 Gianni Maccarini (3.2 Sporting Fossano) con un duplice 6/1. E’ stato un match agevole per Casini in cui la dominanza fisica era molto netta. In seguito, ai quarti di finale, Casini è venuto a capo di un match rognoso sconfiggendo il giovane under 16 Pietro Gobello (3.1 CT Cassine) per 4/6 7/6 6/1. E’ stato un incontro complesso sotto tutti i punti di vista dal momento che si è giocato all’aperto con metà campo al sole e l’altra metà completamente all’ombra (con relativo campo bagnato e lento). In una grande lotta contro un giovane dalla spiccata solidità, la chiave della vittoria per Dylan è stata variare il ritmo senza dare continuità, gestendo con carattere ed esperienza soprattutto i punti del tiebreak del secondo set. Infine nella giornata di domenica Casini è stato impegnato in un doppio turno. Dapprima Casini in semifinale, svoltasi alle 9:30 outdoor in condizione climatiche rigide viste le basse temperature (non superiori ai 10°), ha prevalso contro Pietro Pezzolla (3.1) per 6/3 6/4. Anche in questo match la differenza Casini l’ha fatta con i cambi di traiettoria e l’utilizzo massiccio del back con l’obiettivo di mettere i piedi dentro al campo per concludere con un vincente contro un avversario molto solido che rispondeva sempre e concedeva pochissimi gratuiti. Infine nell’atto conclusivo della kermesse Casini ha trionfato contro Tommaso Montalba (3.2 Country Voghera) per 7/5 6/2. Il match è stato caratterizzato da una raffica di back e controbreak fino al 5 pari in cui Casini ha innalzato il suo livello di gioco vincendo i successivi due game. Nel secondo set i primi quattro game sono stati in lotta, ma successivamente un Casini ormai galvanizzato ed in fiducia ha piazzato la stoccata decisiva per vincere il torneo per la gioia della fidanzata, nonché Maestra Nazionale, Debora Massocco presente a bordocampo.
Nel singolare femminile, con 29 partecipanti, si è compiuto la bella “favola” di Francesca Rosti (4.NC TC Ceriale). L’esperta lady ha compiuto un percorso da urlo essendo partita dal primo turno del tabellone di qualificazione per poi aggiudicarsi la competizione grazie a ben undici vittorie in cui ha perso solamente un set. Il nome della Rosti alla stragrande maggioranza può essere assolutamente nuovo, ma in realtà la sua non è una vittoria casuale dal momento che è stata a livello giovanile una giocatrice promettente. Infatti la 40enne è stata una giocatrice che fino ai 17 anni ha praticato il tennis a livello agonistico molto alto facendo parte in pianta stabile del Centro Federale Piemontese e raggiunto delle classifiche altisonanti, equiparabile alla seconda categoria attuale. Nel suo palmares annovera anche la partecipazione al prestigioso Trofeo Bonfiglio ed a diversi tornei ITF Under 18. Però con l’arrivo della maggiore età, la Rosti ha preferito dedicarsi agli studi universitari laureandosi in giurisprudenza e mettendo su famiglia, essendo attualmente madre con tre figli. L’inevitabile conseguenza è stato lo stop totale al tennis dai 25 ai 40 anni. Attualmente abita a Varzi ed i meriti di questo “secondo amore” per il tennis lo si devono in primis al coach Carlo Marone (Team Progetto Italia) che, nell’estate appena trascorsa, l’ha riportata dapprima sui campi da tennis di Fabbrica Curone per fargli ritrovare le sensazione di un tempo e poi successivamente tesserare presso il club ligure per riprendere l’attività agonistica sia con i tornei che con la gara a squadre invernale. In questa kermesse alessandrina la stragrande maggioranza delle partite della Rosti sono state totalmente a senso unico con un netto predominio sia a livello tecnico che sul profilo dell’esperienza e della manualità. La portacolori di Ceriale in semifinale si è presa lo sfizio di eliminare l’over 50 prima testa di serie Ilaria Proserpio (3.2 TC Oggiono) per 6/3 6/4. L’avversaria proveniente da Lecco è una giocatrice esperta che predilige un tennis lento con un ritmo decisamente basso. La chiave della vittoria per la Rosti, in un match non banale, è stata quella di farla spostare continuamente. Infine nella finalissima la Rosti ha prevalso in rimonta contro Federica Fumarulo (3.4 Pro Vercelli) per 4/6 6/4 6/2. La vercellese aveva nel servizio e dritto le sue due armi principali. L’allieva di Coach Marone pur stanca, dall’impegno della gara a squadre del sabato pomeriggio precedente e del doppio turno appena svolto un’ora prima, è riuscita a non mollare mai sfruttando un passaggio a vuoto dell’avversaria che gli ha permesso di entrare maggiormente nello scambio con l’obiettivo di allungare la traiettoria sul rovescio della Fumarulo che si è rivelato il suo colpo peggiore.
A margine di ciò sono state molto piacevoli le parole di Robbia durante la premiazione che, oltre a complimentarsi con tutti e quattro i finalisti per l’ottimo spettacolo offerto, si è soffermato proprio su Francesca Rosti (che ha rivisto dopo diverso tempo) essendo lui stesso amico di lunga dei suoi genitori (essendo nativi di Alessandria) e conoscendola fin dalla tenera età.


