Il Nuovo Tennis Paradiso Valenza, con la consueta collaborazione del DLF Alessandria, ha organizzato un ottimo torneo limitato 3.1 con in programma sia il singolare maschile che il femminile dal 10 al 25 maggio. Con un nutrito gruppo di partecipanti si sono potute ammirare tante partite emozionanti e dall’alto tasso tecnico, nonostante diversi tennisti siano già impegnati nel weekend con le competizioni a squadre, con alcuni di essi che possono ambire nei prossimi mesi ad una meritata promozione in seconda categoria.
Il singolare maschile, con 63 partecipanti, ha decretato il successo della testa di serie n.1 Jacopo Pastorino (3.1 Circolo Tennis Cassine). L’istruttore, nonostante si dedichi ormai full-time all’insegnamento, pur non essendo allenato ha mostrato un tennis di pregevole caratura. Infatti nonostante non abbia allenamenti nelle game ha dimostrato la sua superiorità soprattutto nei primi due turni. Nel suo match d’esordio ha regolato con facilità l’over40 Marco Seminara (3.5 Country Sport Village) con un netto 6/0 6/1. Poi in semifinale ha giocato una partita perfetta, come ai “vecchi tempi”, in cui ha letteralmente preso a pallate il malcapitato torinese Giorgio Gorgerino (3.2 Il Poggio Agrisport) per 6/0 6/1 con un’altissima percentuale di prime di servizio vincenti e di altrettante risposte vincenti. Quindi nella finalissima ha incrociato la racchetta del valoroso mancino Roberto Garbarino (3.4) trionfando in rimonta per 6/7 6/1 10/3. La partita, soprattutto nel primo set durato più di un’ora, si è incentrata con Garbarino che, grazie al suo dritto mancino, prediligeva lo scambio sulla diagonale sinistra rendendo meno pericoloso (e più falloso) Pastorino che a sua volta era costretto a giocare tantissimi rovesci. La stessa cosa Garbarino la faceva utilizzando in maniera continua ed efficace il rovescio in back lungolinea chiudendo il cassinese sempre in quell’angolo. Dal secondo set in poi lo spartito è cambiato con Pastorino che ha variato il suo gioco, prendendo in mano lo scambio e aprendosi gli angoli con il suo dritto potente. Anche il supertiebreak Pastorino ha proposto un buon tennis al cospetto di un Garbarino apparso ormai in difficoltà e stanco fisicamente. Per il ben noto finalista alessandrino Roberto, ritornato dopo diversi anni alle competizioni, è stato un torneo oltremodo positivo in cui ha mostrato le sue qualità sconfiggendo diversi avversari ben più allenati di lui e con una classifica migliore della sua.
In contemporanea si è svolto il singolare femminile, con 11 iscritte, è stato caratterizzato dal dominio assoluto della siciliana Lara Mancuso (3.2 TC Ceriale). La 22enne siracusana, accreditata della terza testa di serie, ha dimostrato una netta superiorità rispetto a tutta la concorrenza ed infatti ha perso appena una manciata di game nei tre incontri in cui è scesa in campo. Negli ultimi tempi si sta allenando in maniera molto proficua sui campi del TC Sale agli ordini del coach Carlo Marone (Progetto Italia). I progressi sono ben evidenti, infatti, riesce a giocare una palla decisamente più lavorata e carica di dritto ed inoltre, non solo limita il numero di doppi falli, ma serve sempre in maniera energica sfruttando sia il suo fisico che l’altezza. Dopo un primo turno estremamente agevole, la Mancuso ha prevalso in semifinale contro Lavinia Dagna (3.1 Villaforte Tennis) con un doppio 6/1. La giovane tenace alessandrina non è riuscita ad impensierire la siciliana poichè quest’ultima aveva sempre in mano il pallino del gioco sfruttando appunto una palla carica che portava “fuori dal campo” la più giovane sfidante. Infine nell’atto conclusivo della manifestazione ha trionfato contro la giovane acquese Venus Turrà (3.1 TC Padova) per 6/3 6/1. Anche in questo la Mancuso è partita forte portandosi agevolmente in vantaggio per 5/0, ma complice qualche errore gratuito di troppo, ha subito un parziale di tre giochi consecutivi della tenace Turrà che ha mostrato un buon tennis soprattutto con il rovescio lungolinea. Però da quel momento la Mancuso, ha mostrato gli artigli ed anche grazie al suo forte carattere, ha dominato annichilendo l’acquese che è apparsa per larghi tratti in difficoltà a contenere l’esuberanza e la potenza della Mancuso.



